Home | Musica. Concerti. | Raphael Gualazzi in concerto a Parma: un viaggio tra jazz e pop
Casa della Musica, Piazzale San Francesco 1, Parma (PR)
ore 21:00
intero: 16 euro
ridotto: 14 euro
Casa della Musica, Piazzale San Francesco 1, Parma (PR)
ore 21:00
intero: 16 euro
ridotto: 14 euro
La figura di Raphael Gualazzi rappresenta un punto d'incontro tra mondi musicali differenti. Nato a Urbino nel 1981, l'artista ha costruito una solida formazione accademica presso il Conservatorio Rossini di Pesaro, dedicandosi allo studio del pianoforte classico. Parallelamente, il suo interesse si è rivolto verso la fusion, il blues e il jazz, generi che hanno plasmato la sua cifra stilistica. Il debutto discografico risale al 2005 con il lavoro intitolato Love Outside the Window, periodo durante il quale la presenza nei cartelloni di festival specializzati in jazz e blues è diventata costante. Successivamente, con la pubblicazione di Piano Jazz nel 2008, l'identità sonora del musicista si è definita con maggiore chiarezza, ponendo le basi per la successiva evoluzione professionale.
A partire dal 2009, la carriera dell'artista ha subito una svolta significativa grazie alla collaborazione con l'etichetta Sugar di Caterina Caselli. La rilettura del brano Don’t Stop dei Fleetwood Mac ha segnato l'inizio di una vasta popolarità, culminata nel 2011 con la partecipazione al Festival di Sanremo. La vittoria nella categoria Giovani e il secondo posto all'Eurovision Song Contest, accompagnato dal riconoscimento della giuria tecnica, hanno sancito l'ingresso di Gualazzi nel mainstream italiano. Nonostante il consolidamento nel genere pop e le significative esperienze televisive, come la direzione musicale dell'undicesima edizione di Che tempo che fa, l'artista ha mantenuto intatta la propria matrice jazzistica.
Le esibizioni dal vivo riflettono la natura eclettica di un autore capace di maneggiare il ritmo con naturalezza, alternando ironia e introspezione. Il suo repertorio si estende dalle composizioni originali pensate per colonne sonore fino a rielaborazioni rapsodiche di temi celebri, spaziando dalle arie d'opera alla tradizione afroamericana, passando per le pietre miliari della musica italiana e internazionale. Tale versatilità è testimoniata anche dalle numerose sinergie realizzate in studio e sul palco con nomi di primo piano, tra cui Melody Gardot, Gregory Porter, Suzanne Vega, Dee Dee Bridgewater, China Moses, Andrea Bocelli, Stefano Bollani, Mario Biondi, Simona Molinari, Paolo Fresu e Fabrizio Bosso, oltre a collaborazioni con ensemble di prestigio come la Metropole Orkest e la WDR Big Band.