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Home | Cinema. Teatro. | Spettacolo La Ginevra degli Almieri a Ravenna

Domenica 24 Maggio 2026

DOVe

Teatro Comunale di Gambettola, Piazza 2' Risorgimento, 6, Gambettola, (FC)

A CHE ORA

dalle ore 21:00

QUANTO COSTA

intero: 12 euro

ridotto: 7 euro

INFO

sito web. arrivanodalmare.it

FB. festival arrivano dal mare

IG. @festivalarrivanodalmare

Spettacolo La Ginevra degli Almieri a Ravenna

Spettacolo La Ginevra degli Almieri a Ravenna

Cinema. Teatro.

Domenica 24 Maggio 2026

DOVe

Teatro Comunale di Gambettola, Piazza 2' Risorgimento, 6, Gambettola, (FC)

A CHE ORA

dalle ore 21:00

QUANTO COSTA

intero: 12 euro

ridotto: 7 euro

INFO

sito web. arrivanodalmare.it

FB. festival arrivano dal mare

IG. @festivalarrivanodalmare

Spettacolo La Ginevra degli Almieri a Ravenna

Spettacolo La Ginevra degli Almieri a Ravenna

Cinema. Teatro.

Il festival Arrivano dal Mare celebra la tradizione emiliano-romagnola a Ravenna

La rassegna internazionale dedicata al teatro di figura Arrivano dal Mare riserva uno spazio di rilievo alle radici artistiche locali all'interno del cartellone programmato a Ravenna. Il 24 maggio 2026, nella fascia oraria che si estende dalle ore 21:00 alle ore 22:00, va in scena la rappresentazione intitolata "La Ginevra degli Almieri". Questo specifico appuntamento si configura come un tributo alla memoria e alla produzione artistica di Romano Danielli, figura di riferimento che ha ridefinito la scrittura scenica per lo spettacolo dei burattini.

 

La trama: tra dramma storico e comicità popolare

La narrazione trae ispirazione da una nota vicenda drammatica di origine toscana, incentrata sul tema della donna creduta deceduta e inumata precocemente. Collocata storicamente a Firenze in un arco temporale compreso tra il 1396 e il 1400, la vicenda vede come figura principale Ginevra, consorte del nobile Almieri. La donna si ritrova chiusa in un sepolcro a causa di uno stato catalettico scambiato per morte reale.

Lo sviluppo degli eventi unisce tinte misteriose a dinamiche umoristiche: il risveglio della protagonista avviene infatti per mano delle storiche maschere bolognesi Fagiolino e Sganapino, introdottisi nella tomba con l'intento di sottrarre i preziosi ornamenti della defunta. La risoluzione della vicenda si sviluppa secondo i canoni classici del teatro d'animazione tradizionale, alternando equivoci, spaventi e risolutive legnate coreografiche, capaci di mantenere intatta la struttura del racconto popolare pur inserendovi una spiccata ironia di stampo rurale.

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