Home | Cinema. Teatro. | Novembre di David Mamet con Luca Barbareschi a Ferrara
Teatro Nuovo Ferrara, Piazza Trento - Trieste, Ferrara (FE)
ore 21:00
biglietti disponibili su: www.vivaticket.com
sito web. teatronuovoferrara.com
Facebook. Teatro Nuovo Ferrara
Instagram. @teatro.nuovo.ferrara
Teatro Nuovo Ferrara, Piazza Trento - Trieste, Ferrara (FE)
ore 21:00
biglietti disponibili su: www.vivaticket.com
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Il palcoscenico del Teatro Nuovo di Ferrara ospita, nelle serate del 19 e 20 maggio alle ore 21:00, l'opera November. Scritto dal drammaturgo David Mamet nel 2007, il testo ha visto la luce in concomitanza con l'inizio della crisi economica globale, offrendo una rappresentazione lucida e ironica delle dinamiche di potere. Lo spettacolo vede come interpreti principali Luca Barbareschi, Simone Colombari e Chiara Noschese, la quale cura anche la regia della messa in scena. La rappresentazione si articola come un'analisi delle ambizioni personali che si intrecciano con il destino di una nazione, dove la conservazione del potere diventa l'unico obiettivo concreto.
L'opera si presenta come un meccanismo teatrale preciso, suddiviso in due atti accurati da un incremento di battute e cambio di prospettiva. Lo stile di Mamet emerge attraverso un linguaggio affilato e privo di concessioni alla retorica, portando in scena un umorismo che non teme di apparire spietato. La regia di Chiara Noschese valorizza la velocità dell'azione scenica, in cui i dialoghi si susseguono senza sosta, delineando un quadro dove il concetto di moralità appare subordinato alla necessità del successo e della sopravvivenza politica.
La narrazione si svolge durante il cruciale mese di novembre, nel pieno del periodo elettorale statunitense. Il protagonista è Charles Smith, un presidente uscente la cui popolarità è ai minimi storici, circondato da collaboratori ormai rassegnati alla sconfitta e da una situazione internazionale sull'orlo del conflitto. In questo scenario di declino, Smith decide di non arrendersi, cercando di volgere a proprio favore anche le tradizioni più consolidate.
Il fulcro dell'azione si sposta verso un evento apparentemente minore: la consueta cerimonia del perdono dei tacchini in occasione del Giorno del Ringraziamento. Quello che dovrebbe essere un semplice gesto simbolico da trasformarsi in un'ultima, disperata manovra per recuperare il consenso popolare ei finanziamenti necessari alla campagna. Attraverso questa trovata, l'opera esplora il paradosso di un sistema in cui la gestione dell'immagine pubblica sovrasta la risoluzione dei problemi reali, portando lo spettatore a riflettere sui meccanismi che regolano la politica contemporanea.