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Home | Cinema. Teatro. | La mente in scena di Stefania Andreoli a Bologna

Domenica 24 Maggio 2026

DOVe

Teatro Duse di Bologna, via cartoleria, Bologna (BO)

A CHE ORA

ore 18:00

QUANTO COSTA 

biglietti disponibili su: www.vivaticket.com

INFO

sito web. teatroduse.it

Facebook. Teatro Duse Bologna

Instagram. @teatroduse

La mente in scena di Stefania Andreoli a Bologna

La mente in scena di Stefania Andreoli a Bologna

Cinema. Teatro.

Domenica 24 Maggio 2026

DOVe

Teatro Duse di Bologna, via cartoleria, Bologna (BO)

A CHE ORA

ore 18:00

QUANTO COSTA 

biglietti disponibili su: www.vivaticket.com

INFO

sito web. teatroduse.it

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La mente in scena di Stefania Andreoli a Bologna

La mente in scena di Stefania Andreoli a Bologna

Cinema. Teatro.

Lo spettacolo di Stefania Andreoli arriva al Teatro Duse di Bologna

Il panorama teatrale italiano si arricchisce di una proposta inedita che unisce la divulgazione psicologica all'arte drammatica. Dopo il riscontro ottenuto attraverso le sue pubblicazioni ei numerosi interventi sui media, la nota psicoterapeuta Stefania Andreoli propone il suo primo progetto per il palcoscenico. L'appuntamento è fissato per il 24 maggio a Bologna, nella storica cornice del Teatro Duse, dove andrà in scena l'opera intitolata La mente in scena. La produzione si avvale della regia e della drammaturgia di Luca Stano, che ha sviluppato il testo sotto la diretta supervisione scientifica della stessa Andreoli.

 

Un dialogo tra clinica e teatro per raccontare la debolezza

La rappresentazione si configura come un'esplorazione profonda della complessità della psiche umana, focalizzandosi in particolare sull'esperienza di Hélène, un personaggio che convive con il disturbo borderline di personalità. Sul palco, ad affiancare Andreoli, è presente l'attrice Alice Redini. Insieme, le due figure danno vita a un singolo confronto in cui la specialista interpreta la figura della "Doc", una guida che accompagna il pubblico attraverso i significati della mente della protagonista, ma anche attraverso i vissuti degli uomini e delle donne incrociati nei contesti di ricovero psichiatrico.

 

Un'esperienza di introspezione e verità emotiva

La struttura narrativa si sviluppa come un monologo a due voci, caratterizzato da un ritmo serrato e da un linguaggio che punta a ridefinire il modo in cui viene descritta la sofferenza mentale. L'interazione tra la parola clinica e l'espressione teatrale mira a stimolare una riflessione profonda negli spettatori, offrendo una prospettiva che unisce il rigore dell'analisi psicologica alla libertà creativa della messinscena. L'obiettivo è quello di affrontare tematiche delicate quali la fragilità, la capacità di resistenza e la ricerca della speranza, invitando il pubblico a un superamento dei punti di vista tradizionali sul disagio psichico.

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